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Le Vie della Perla

01 Giugno 2021

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Papasidero, storia e natura.

Papasidero è un piccolo borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, affacciato sul fiume Lao.

 

Panorama di Papasidero.

Il centro del paese, di impianto medievale, é arroccato su un costone roccioso che sovrasta le abitazioni e fa da cornice alla imponente cattedrale di San Costantino. Si affaccia sullo spettacolare canyon del fiume Lao, per questo motivo è base di partenza per divertenti discese di rafting

 

Cattedrale di San Costantino dall’alto.

 

Passeggiando tra i vicoli s’incontrano bei portali di pietra scolpita con stemmi delle famiglie borghesi locali fino ad arrivare ai ruderi del Castello normanno-svevo. Nelle piazzette si respira il lento scorrere della vita  tipica del luogo.

 

Portale di abitazioni di Papasidero.

Le sue origini risalgono ad una rocca longobarda dell’VIII secolo circa, divenuto poi Castello in epoca normanno-sveva tra XI e XIII secolo. Intorno ad esso, iniziarono ad sorgere le prime abitazioni. Il nome di Papasidero deriva dai papàs greci Isidoros o dal prete Isidoros, che era  probabilmente nell’antichità un capo religioso e secolare di questa numerosa comunità greca che si è insediata in diversi luoghi remoti e suggestivi interni delle montagne calabresi.

 

Ruderi del Castello.

Lasciato il centro del paese, si percorre un sentiero pieno di gradoni lastricati in pietra e si attraversa un ponte ad arco che collega le due sponde del fiume Lao. Incastonato in una parete rocciosa appare in posizione veramente suggestiva il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli, realizzato nel XVII secolo sulle spoglie di un’antica chiesa medievale. All’interno sono custoditi un affresco risalente al XVII secolo della Madonna Odigitria e la statua di Santa Maria di Costantinopoli, patrona di Papasidero.

 

Santuario della Madonna di Costantinopoli.

Questo borgo racconta una storia ultra millenaria dell’uomo, a circa 26 km dal centro è situata l’Area Archeologica della Grotta del Romito, uno dei più importanti giacimenti di epoca preistorica dell’Italia Meridionale, bene UNESCO. Qui è stato rinvenuto , secondo gli studiosi, la più antica rappresentazione di storia dell’arte: un graffito raffigurante un bovide, il famoso Bos Primigenius. 

 

Graffito Bos Primigenius.

 

Oltre alla Grotta e ai due ambienti che conservano resti di sepolture, si possono visitare l’Antiquario che ospita calchi delle sepolture e riproduzioni di incisioni artistiche e l’Archeodromo, uno spazio aperto dove sono situate tre capanne che riproducono le abitazioni dell’epoca paleolitica. La capanna principale ha una struttura in legno ricoperta da pelle bovina. All’interno un focolare e i giacigli evocano la vita che si svolgeva nell’abitazione.

 

Capanna dell’Archeodromo.

E’ la Calabria che diverte!

Brunella Brusco

Rafting sul fiume Lao.

 

Visita

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