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Le Vie della Perla

01 Aprile 2021

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Pasqua a Bova e il rito della Pupazze.

Ogni anno la domenica delle Palme che precede la Pasqua a Bova si celebra un antico rito.

Il borgo di Bova.

Gli abitanti si aggregano in laboratori spontanei per costruire insieme delle particolari sculture, realizzate con foglie di ulivo e canne, che raffigurano delle donne e vengono adornate con fiori di campo e primizie. Sono le “pupazze” o “palme di Bova”.

La preparazione delle Pupazze.
Foto di Alessandra Ghibaudi

Tutti, uomini, donne e bambini, intrecciano foglie di ulivo con grande maestria e pazienza attorno ad un asse di canna. Finita la struttura, la Pupazze vengono adornate con fiori, frutti, nastri e merletti. Dopo la benedizione, le palme benedette vengono portate in giro per le vie del borgo e smontate. Le “steddi” (ovvero le parti che le compongono) vengono distribuite tra le popolazioni che le conservano su un albero o in casa.

La processione la Domenica delle Palme.
Foto di Antonio Muià

I pareri sulle origini di tale rito sono diversi. C’è chi sostiene che l’origine pare affondi le sue radici addirittura nella preistoria, quando le popolazioni evocavano con riti propiziatori la Mana (nome grecanico per madre terra) per le loro messi e per la fertilità delle terre.

C’è poi chi sostiene che il rito derivi dal mito di Persephone, le cui tracce sovente si riscontrano nella storia e nell’archeologia locale, e chi lo fa risalire alla quaresima nella tradizione bizantina. Fatto sta che si tratta di una tradizione ancestrale, che i fedeli rinnovano ogni anno, portando in processione fino al santuario di San Leo le “ pupazze”, ossia statue antropomorfe a grandezza umana, con le fattezze di una donna.

Panorama al tramonto da Bova.

Di solito in Calabria, come in altre regioni d’Italia, i paesi abbandonati rivivono nei giorni festivi o in agosto quando gli abitanti ritornano in cerca di memoria o anche per attenuare il peso della colpa e dell’abbandono, e le feste della Calabria post moderna raccontano di questo andirivieni tra vecchi e nuovi luoghi.

 A Bova si sta compiendo un passo ulteriore, che sta modificando il volto di un paese e del circondario e che è proiettato verso il futuro, attraverso iniziative, come la Domenica delle Palme atte a promuovere il recupero dell’identità storico culturale, ma anche il recupero architettonico dell’abitato in modo da dissuadere la gente ad abbandonare il borgo e aiutarla ad investire per far nascere nuove piccole attività imprenditoriali turistiche e non solo.

Alessandra Ghibaudi – Bova

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